.acrossdesign

Chi sei?

Mi chiamo Enrico Fabbri e sono un architetto. Sono nato a Torino nel 1962 e ho presto trovato lavoro in diversi studi di architettura, dove disegnavo prospettive a mano libera di grande formato, e poi sono passato a lavorare per Aldo Fogli (Progettazione architettonica), Carlo Liveriero (Urbanistica), Poste Italiane (Nuovo Layout uffici postali – Michele De Lucchi). Oggi ho uno studio con sedi a Lugano e Losanna, e faccio Across Design.

Cioè…?

L’Across Design è il mio modo di inventare. È un processo dove schizzi e disegni si inseguono uno dopo l’altro per raggiungere un obiettivo: far succedere qualcosa.

 D’accordo. Ma in concreto, cosa fai?

Disegno marchi, prodotti, oggetti, case, parti di case. E anche non luoghi.

 Non luoghi?

Mi è capitato di progettare aree di ospitalità per aziende private e nel motorsport, coffee corners, aree di attesa in aeroporti, Garage di Formula 1 e di MotoBike.

 E poi cos’altro disegni?

Giardini, fontane, palazzi, packaging di sigarette, loghi, carte di credito, portaceneri, sedie, tavoli e mobili, tappeti, foulards, e giacche qualsiasi genere di oggetto. Davvero, non esiste un limite: Across Design per me significa quasi sempre utilizzare l’esperienza del progetto precedente per affrontare il progetto del momento, e quasi mai i due progetti sono legati.

Interessante…

C’è un’altra cosa. A noi piace progettare insieme al cliente.

Che significa? Non è una cosa che fanno tutti gli architetti?

Certo. Ma per me significa che spesso divento il cliente. Mi siedo vicino a lui. Parliamo insieme delle necessità da risolvere. Serve conoscerlo. Cerco di capire qual è il suo vero grado di creatività per capire cosa, e soprattutto quando, posso proporre le idee che nascono.

Non sembra facile.

Serve la complicità del cliente, certo. Ma, superate le prime resistenze, riusciamo a produrre qualcosa. Diventiamo un aiuto a “trasgredire”. Inventare insieme. O reinventare.

In che modo?

Dopo un po’ di tempo, succede che io e il cliente ci amalgamiamo. Dopo qualche ora, comincio a disegnare quello che lui pensa, ed è allora che iniziamo a progredire. L’idea si concretizza in questa fase di schizzi e bozze. Questo è il miglior modo al mondo per capire se un’idea funziona.

E se funziona?

E se funziona, se sulla carta funziona, la facciamo succedere.

Sembra bellissimo.

Lo è. È il mio modo per arrivare il più vicino possibile alle necessità del cliente. Ed è il mio modo per crescere.

In che senso?

Non mi pongo limiti. E non posso pretendere di conoscere tutto. Così, se in un progetto serve una capacità che non ho ancora, collaboro con chi lo sa fare. È così divento sempre più… across.

Chi sei? Mi chiamo Enrico Fabbri e sono un architetto. Sono nato a Torino nel 1962 e ho presto trovato lavoro in diversi studi di architettura, dove disegnavo prospettive a mano libera di grande formato, e poi sono passato a lavorare per Aldo Fogli (Progettazione architettonica), Carlo Liveriero (Urbanistica), Poste Italiane (Nuovo Layout uffici postali – Michele De Lucchi).
Oggi ho uno studio con sedi a Lugano e Losanna, e faccio Across Design

Cioè…? L’Across Design è il mio modo di inventare. È un processo dove schizzi e disegni si inseguono uno dopo l’altro per raggiungere un obiettivo: far succedere qualcosa.

D’accordo. Ma in concreto, cosa fai?
 
Disegno marchi, prodotti, oggetti, case, parti di case. E anche non luoghi.

Non luoghi?
 
Mi è capitato di progettare aree di ospitalità per aziende private e nel motorsport, coffee corners, aree di attesa in aeroporti, Garage di Formula 1 e di MotoBike.

E poi cos’altro disegni? Giardini, fontane, palazzi, packaging di sigarette, loghi, carte di credito, portaceneri, sedie, tavoli e mobili, tappeti, foulards, e giacche qualsiasi genere di oggetto. Davvero, non esiste un limite: Across Design per me significa quasi sempre utilizzare l’esperienza del progetto precedente per affrontare il progetto del momento, e quasi mai i due progetti sono legati.

Interessante… C’è un’altra cosa. A noi piace progettare insieme al cliente.

Che significa? Non è una cosa che fanno tutti gli architetti? Certo. Ma per me significa che spesso divento il cliente. Mi siedo vicino a lui. Parliamo insieme delle necessità da risolvere. Serve conoscerlo. Cerco di capire qual è il suo vero grado di creatività per capire cosa, e soprattutto quando, posso proporre le idee che nascono.

Non sembra facile.
 
Serve la complicità del cliente, certo. Ma, superate le prime resistenze, riusciamo a produrre qualcosa. Diventiamo un aiuto a “trasgredire”. Inventare insieme. O reinventare.

In che modo?
Dopo un po’ di tempo, succede che io e il cliente ci amalgamiamo. Dopo qualche ora, comincio a disegnare quello che lui pensa, ed è allora che iniziamo a progredire. L’idea si concretizza in questa fase di schizzi e bozze. Questo è il miglior modo al mondo per capire se un’idea funziona.

E se funziona? E se funziona, se sulla carta funziona, la facciamo succedere.

Sembra bellissimo. Lo è. È il mio modo per arrivare il più vicino possibile alle necessità del cliente. Ed è il mio modo per crescere.

In che senso?
Non mi pongo limiti. E non posso pretendere di conoscere tutto. Così, se in un progetto serve una capacità che non ho ancora, collaboro con chi lo sa fare. È così divento sempre più… across.

Across Design – agorà giugno 2017

.ourteam

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Enrico Fabbri

Simone Bini

Senior Graphic Designer

draw it

Interior

Elisa Fabbri

DK

Thinker

graphic

Digital

Nuno Rodrigues

Massimo Vio

Ingegnerizzazione

Web Designer

Designer

Designer

Web

Anouar Dammene

Francesca Fabbri

Junior Graphic Designer

architect production

Architect Production Manager

Art

Across Design

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Quel tipo di cose che uno potrebbe voler sapere su un oggetto. Disegnalo!

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